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Ultima modifica: Martedì 27 settembre 2022

 

  


 

  Ferrari ( tutta la gamma ) 

Per Gamma e Dati Tecnici digita la foto sopra:

 


 

 

 

Ferrari Purosangue

( settembre 2022 )


Ferrari 296 GT3

Il suo nome non è un dettaglio. Per tutti coloro che potrebbero rimanere spiazzati da un puledro mai visto nel Ranch di Maranello, la Ferrari ha già voluto, chiamandola così, dire a tutto il Mondo, che lei è, e rimane, un cavallo di razza autentico, degno del brand del “Cavallino Rampante”. Dopo marchi prestigiosissimi, come Rolls Roys, Bentley, Aston Martin, Porsche e Lamborghini, senza scordare Jaguar e Maserati, mancava solo lei nel gota delle suv. La guardi e non pensi assolutamente che dietro a quelle linee taglienti e muscolose, si celi una vettura a ruote alte. Di fatto, tanto alta non lo è la “Purosangue”, specie considerando le rivali. La “Urus” nei suoi 511 di lunghezza, per 202 cm di larghezza, si alza di ben 164 cm, un’enormità se si pensa che una “Aventador” è più bassa di esattamente mezzo metro. Una “Cayenne” arriva sino a 170 cm di altezza e rimane abbondantemente sotto i 5 metri di lunghezza. L’inglese di James Bond arriva anche lei a ben 168 cm. Con i suoi 497 cm di lunghezza e i 203 cm di larghezza è nettamente la più bassa tra le prestigiose suv, rimanendo sotto la soglia dei 160 cm, anche se di un solo centimetro. Praticamente la linea di una coupé è mantenuta in tutto e per tutto. Slanciata e non tozza. Filante e tagliente, con muso allungato e abitacolo proteso in coda. Le porte posteriori sono dissimulate e presentano l’originalità dell’apertura controvento, pur mantenendo il montante centrale per non perdere quella rigidità strutturale di una vera top car.

 

Ferrari 296 GT3

Ricorda vagamente, nel concetto, l’originale FF nata ben 11 anni fa. Trazione integrale, quattro post veri e confortevoli e ampio portellone posteriore per andare a sciare con gli amici. Qui si aggiunge una versatilità nettamente maggiore, con le due portiere in più e maggior luce da terra, per far sì che i dossi non facciano più paura. L’aerodinamica è spinta ai massimi livelli per contrastare la stazza maggiore rispetto alle tradizionali sportive del “Cavallino”. Ma sarebbe molto riduttivo definirla suv la “Purosangue”. La guardi e pensi più ad una forma di coupè alternativa rispetto ai canoni tradizionali. Passaruota allargati, ma senza perdere fluidità d’insieme. Muscoli ed eleganza, espresse con l’efficienza di una vera sportiva di razza. In diversi dettagli ricorda altri creature di Maranello, come la “296 GTB”, o la Roma, oppure la F12, ma lei è lei e nonostante un prezzo da capogiro farà proseliti. 390.000 euro sono quasi il doppio dei 215.000 della DBX dell’Aston Martin e molti di più dei 233.000 della rivale della casa del Toro. Queste due sono le due vere sportive a ruote alte che più le si avvicinano per idea di top car a trazione integrale alte da terra. Ma la Ferrari si è posta sopra tutte le altre di una spanna e passa. La tecnologia da Formula 1 è un gran biglietto da visita. L’esclusività del marchio, ma i contenuti sotto pelle, come pure gli interni lussuosi, ma allo stesso tempo iper tecnologici motivano all’acquisto. Ma ultimo, ma non ultimo per importanza, nessuno può sfoggiare sotto il proprio bel cofano un poderoso V12 Ferrari. Nessun aiuto elettrico e nessuna sovralimentazione. Auto concettualmente nuovissima, inedita per la casa, abbinata al più storico dei motori del brand. 6.5 litri aspirato capace di 725 cavalli a 7750 giri al minuto ed una coppia di 715 Nm a 6250 giri al minuto, ma con già l’80% a portata di piede ad appena 2100 giri al minuto. Mai una quattro posti della Ferrari è riuscita a tanto. Seppur si parli di un’auto sopra le 2 tonnellate, le prestazioni sono brucianti, come dimostrano gli oltre 310 km/h di velocità massima e accelerazioni impressionanti: 0-100km/h coperto in 3,3 secondi e i 200 km/h da fermo raggiunti in soli 10,6 secondi.

 

 

 

 


 

 

Ferrari 296 GT3 per chi ama la pista e le corse

( settembre 2022 )


Ferrari 296 GT3

C’è chi compra una Ferrari per avere un oggetto di pura arte da ammirare sempre. Oppure perché gli piace guidarla assaporando delle sensazioni uniche che solo una “Rossa” può elargire. Entrambi fortunatissimi clienti che fanno parte di una ristretta cerchia piuttosto elitaria. Ma vi è anche chi l’adora non per ammirarla o guidarla unicamente, ma soprattutto per la sua essenza più intima, ovvero correre in pista. A tale scopo nasce la “296 GT3”, concepita per le corse in categoria “Gran Turismo”. Come la sua antecedente sorella “488GT3” è un’auto da corsa a tutti gli effetti, ma omologata stradale, pronta a dare battaglia in pista. La “GT3” prende vita dalla più borghese e turistica “GTB”. Diverse le modifiche apportate per rispondere alle direttive del Campionato GT3, come ad esempio l’esclusione del sistema ibrido. Assetto e telaio, oltre che motore V6 modificato. Sospensioni inedite, così come il passo è più esteso. Inutile sottolineare che cerchi, gomme e impianto frenante sono specifici per un utilizzo tra i cordoli. Non solo prestazioni pure, ma anche attenzione ai consumi e all’affidabilità perché alcune gare richiedono durata prolungata. Così anche l’affinamento aerodinamico è stato curato sin nei minimi dettagli. Tant’è che il carico verticale rispetto alla corrispettiva 488 è maggiore del 20%. Per venire incontro alle esigenze dei piloti, c’è stata un’attenzione particolare all’ergonomia e alla comodità nella guida impegnata. 600 cavalli di potenza e 710 Nm di coppia non sono merce per tutti.

 

 

 


 

 

  Ferrari BR20 “One Off”

( novembre 2021 )


Ferrari BR20

La Ferrari, è riuscita non solo ad essere la creazione di prestigiosi e ineguagliabile gioielli a quattro ruote, i più ammirati, sognati e desiderati al Mondo. E’ riuscita anche a superare se stessa. Se una Ferrai è un sogno, una sua versione speciale in un unico esemplare realizzato su misura dei desideri del “facoltoso” cliente, fa apparire le auto di Maranello costruite in “serie”, quasi della vetture normali e quotidiane, buone per la vita di tutti giorni come andare a fare la spesa. L’atelier “Tailor Made” del brand può creare, ma solo per selezionati e speciali affezionati clienti della casa del “Cavallino”, il suo esemplare irripetibile, con la stessa concezione dei famosissimi carrozzieri dei bei tempi. La “one off” appena nata è la Ferrari “BR20”, che ha preso vita dalla Gran Turismo da famiglia “GT4Lusso”. Si è ripescato l’essenza della raffinata classe dei mitici anni della ripresa economica del dopo Guerra. Non una replica di una Ferrari di generazioni addietro, ma un richiamo nel DNA più puro dell’epoca, proiettato ai giorni d’oggi. Nella “BR20” si leggono le linee senza tempo, che non invecchieranno mai delle migliori GT del costruttore emiliano, con le proporzioni tipiche delle V12, con muso lungo e abitacolo ampio e arretrato verso una raccolta coda. L’anteriore come il posteriore sono modernissimi e rispondono a parametri aerodinamici di primissimo livello, eppure anche loro ti fanno emergere nella mente il sapore di quegli anni, senza identificare un modello in particolare. Tant’è che neppure la vettura d’origine, la “GT4Lusso” appare tanto evidente sotto le sue aggressive ma nobili linee. Aprendo le due ampie portiere, si entra in un mondo tecnologicamente avanzato, ma che profumano della pelle più artigianale. Scomparsi i posti posteriori, appare una panchetta funzionale in modo tale che i due occupanti anteriori abbiano tutto lo spazio che desiderino. Il vigoroso 6.3 V12 da 690 cavalli con prestazioni da brivido della quattro posti d’origine non sono state ufficializzate dalla casa, ma in questo contesto poco importa che cuore spinga questo “cavallino”. E’ l’animale in sé che assume valore in quanto esista.

 

 

 


 

 

 

Ferrari 296 GTB Hybrid

( luglio 2021 )


Ferrari SF90 spider

Belle sono sempre state. Ed anche le meno riuscite di Ferrari hanno la loro capacità di essere affascinanti ed distintive. Ora stiamo vivendo un periodo per l’automobile di grande transizione. Con la guerra continua all’inquinamento e la condanna ai propulsori a combustione delle vetture, pure i gioielli di Maranello devono adeguarsi a loro modo. La nuovissima “296 GTB” oltre a colpire per le sue linee moderne e quasi futuristiche ma sempre nella continuità dello stile del “Cavallino”, si caratterizza anche, se non sopratutto, per l’adozione di un sistema propulsivo ibrido. 663 cavalli vengono sprigionati dal V6 a benzina di 2.9 litri con doppia sovralimentazione. Un contributo di altri 167 cavalli derivano dall’adozione del motore elettrico MGU-K, per un totale reale di 830 cavalli. Il tutto gestito perfettamente dal cambio automatico DCT ad otto marci a doppia frizione. Non poteva mancare vicino al pilota il selettore delle modalità di guida della casa, che qui prende il nome di “eManettino”. Infatti è possibile scegliere anche due stili di guida più consoni ai tempi di oggi. Affianco agli sportivissimi “Performance” e “Qualify” dedicati alla ricerca delle migliori prestazioni e piacere di guida, vi sono anche due settaggi più ambientalistici. Il primo è l’”Hybrid” che permette all’auto di far lavorare all’unisono i due propulsori anche per la miglior efficienza. Ma la vera chicca sta nella modalità “eDrive”. Essendoci presente una batteria da 7,45 kWh, è possibile marciare, con una punta massima di velocità pari a 135 km/h, per ben 25 km in modalità puramente elettrica. Piccolina, ma non troppa, ma leggera con un peso a vuoto inferiore ai 15 quintali, sarà disponibile anche in allestimento più orientato alle piste, ovvero l’Assetto Fiorano. Questa inclinazione prevede una spinta maggiore in ambito di leggerezza ( presenza diffusa di elementi in fibra di carbonio, oppure anche come optional il lunotto leggerissimo in “Lexan” che fa risparmiare altri 15 kg ) e anche di studio aerodinamico.

 

 

 

 


 

 

 

Ferrari SF90 Spider

( Novembre 2020 )


Ferrari SF90 spider

Se 1000 cavalli non bastano, oltretutto con il Cavallino Rampante sul cofano e con tanta tecnologia anche per il rispetto dell’ambiente, oggi si aggiunge il fascino del cielo scoperto. La SF90, la prima ibrida di Maranello si toglie il cappello per una vista sotto le stelle, e da berlinetta coupè chiusa, si trasforma in “Spider”. Nel gergo della casa sarebbe più consono definirla una versione “targa”, visto che è giusto il tettuccio che scompare, mentre parabrezza e montanti dietro la testa sono a chiudere il tutto. Il cuore che la spinge è sempre il poderoso 4 litri di cilindrata coadiuvato da tre motori elettrici, posti due davanti ed uno in coda. I 1000 cavalli riescono a spingerla sino ad una velocità massima di 340 km/h con spunti in accelerazioni da Formula 1. apenna 2,5 secondi per toccare i 100 km/h partendo da fermi. Ne bastano 7 di secondi per raggiungere il doppio della velocità. Il tutto con la brezza del cielo che ti accarezza. E la linea è ancora più affascinante.

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

Ferrari Roma. Bellezza impareggiabile

( Novembre 2020 )


Ferrari Roma

Ferrari Roma la berlinetta dal nome importante, simbolo di un nuovo corso del Cavallino Rampante, destinata a un pubblico esigente, di classe e raffinato, che non rinuncia a tutte le emozioni che una vettura di Maranello sa fare, ma che guarda con occhio attento alla bellezza e al glamour. Roma riceve anche un importante premio, il Car Design Award 2020. Si è imposta nella categoria Production Cars dei prestigiosi Car Design Award, assegnati dal 1984 al 1997 e rinati nel 2016. La cerimonia di premiazione dei Car Design Award 2020, il premio internazionale che intende riconoscere il lavoro del team di design autore del miglior progetto di serie dell'anno nel settore automotive, si è svolta come impongono le normative attuali, in modo online. I vincitori del Car Design Award sono selezionati da una giuria di esperti, 12 giornalisti esponenti delle più importanti testate automobilistiche a livello internazionale. La giuria ha motivato così la premiazione: "Il team di progettazione Ferrari, guidato da Flavio Manzoni, ha fatto un lavoro incredibile con la Roma. Questa vettura riprende le classiche linee di una Gran Turismo e le proietta nel 21° secolo attraverso forme sensuali, evocative e all'avanguardia". La vettura interpreta in chiave moderna le gran turismo del passato, con particolare attenzione nel suscitare quelle emozioni tipiche del modo di vivere spensierato e romantico della Roma degli anni '50 e '60. Un design che vince e che esprime a chiare lettere una personalità italiana.

 

 

 


 

 

Ferrari “Roma"

( Novembre 2019 )


 

Nessuna casa italiana, nella sua storia, è stata così prolifica di novità in così poco tempo. Non stiamo parlando di piccole e simpatiche, oltre che economiche city da città o compatte o medie da famiglia, ma bensì da raffinate e bellissime oltre che potenti coupè il cui limite è solamente quello di essere un sogno realizzabile per pochissimi. Elegantemente classica fuori, filante e dal sapore della Dolce Vita degli anni del “boom economico” con le sue linee fluide, morbide e compatte, nonché filanti, ma allo tesso tempo tecnologicamente avanzata all’interno. Non desta stupore in quanto modello di Maranello e per i suoi contenuti, comunque sempre da fuori classe, ma anche per il nome. Nessuna cifra ad indicare una sua caratteristica tecnica, come il numero dei cilindri, la potenza, la cilindrata o le valvole, come da tradizione è sempre o quasi sempre, avvenuto. Già avvenuto con la piccola di casa, ovvero la “Portofino”, la nuovissima creatura è stata presentata nella città “eterna” che le ha prestato il nome, ovvero “Roma”. Così come l’antica capitale, ricca di storia da vantare ed esibire con charme dinanzi a chiunque, anche l’inedita coupè si rifà al suo dna da Gran Turismo. Non sarà la vettura di casa più veloce, più brutale, più potente, neppure la più costosa o la più abitabile, seppure sia una quasi quattro posti. Senza dubbio lei è una Ferrari atipica, la riconosci dalle altre per il suo sapore inconfondibilmente d’antan, ricordando, in chiave ovviamente moderna, tra le più classiche delle coupè, in primis la “250 GT Berlinetta Lusso” del 1962, oppure in parte, specie sul retro, la “456 GT” del 1992.

 

 

Anche questa opera è di Flavio Manzoni, che forse l’unica piccola critica che si può muovere, è una somiglianza sulla tre quarti posteriore, lunotto compreso e taglio del montante “C” con giro passa ruota sul retro treno con la coupettina del Giaguaro “F-Type”. Ma in effetti il sapore classico delle veloci due porte degli anni ’50 e ’60, già allora si ispiravano al mondo Inglese. Stile modernamente storico, ma ogni possibile tecnologia avanzata ne segna indiscutibilmente i tratti e la guidabilità. Belli e ben integrati in un contesto classicheggiante i fari anteriori e posteriori Full Led. Allo stesso tempo al portellone avvolgente ed elegante fa da contro altare l’alettone posteriore che fuoriesce dalla linea di carrozzeria in modo automatico ad alta velocità. Nell’abitacolo, nessun compromesso storico perché l’ergonomia si evoluta con la sicurezza e con le notevoli ed aumentate prestazioni. Due posti completamente singoli, separati da un ampio tunnel centrale con schermo a display centrale da 8,4 pollici. Ma è il grande schermo della strumentazione digitale da 16 pollici dinanzi al guidatore, sotto la corona del volante che permette di guidare in piena sicurezza avendo tutto sotto controllo. Così come un display dinanzi al passeggero informa il compagno di viaggio sulle performance della vettura. Tecnologia, ma anche rifiniture da vera Gran Turismo per un confort di primissimo livello. A spingere questa brillante 2+2 d’altri tempi è il modernissimo V8 sovralimentato, qui però addolcito, con circa una ottantina di cavalli in meno, anche se con la medesima generosa coppia di 760 Nm. Alte prestazioni ma con la comodità di una nuova trasmissione a doppia frizione con 8 rapporti, in grado di rendere i viaggi dolci, ma anche energeticamente redditizi. Una gentleman car capace comunque di toccare i 320 km/h e di scattare sullo 0-100 km/h in soli 3,4 secondi o di raggiungere da ferma il doppia della stessa velocità in soli 9,3 secondi. Una bellissima auto da guardare e da godere su strada in guanti bianchi. Il prezzo, quando sarà sul mercato circa fra sette/otto mesi, dovrebbe essere di poco sopra la 2+2 apribile “Portofino”.

 

 

 


GAMMA e DATI TECNICI

 

MODELLO

c.c.

Alim.

Cilindri

Valvole

cv

Vel.max

acc.

C.urb

C.sta

lung.

larg.



Allestimento

Versione

PREZZO

GTC4

3,9

tbi

8

32

610

320

3,5

16,9

8,9

492

198


i/a

u

Lusso T

233525

GTC4

6,3

b

12

48

689

335

3,4

21,5

11,5

492

198


i/a

u

Lusso

270060

488 GTB

3,9

tbi

8

48

721

340

2,8

16,7

8,5

461

198


Aut.

u

Pista

296000

488 Spider

3,9

tbi

8

48

721

340

2,8

17

8,6

461

198


Aut.

u

Pista Spider

326400

F8 Tributo

3,9

tbi

8

32

720

340

2,9

16,7

8,5

461

198


Aut.

u

Tributo

236000

F8 Tributo

3,9

tbi

8

32

720

340

2,9

16,7

8,5

461

198


Aut.

u

Spider

262000

812 Superfast

6,5

id

12

48

800

340

2,9

22

10,5

466

197


Aut.

u

Superfast

291642

812 GTS

6,5

id

12

48

800

340

2,9

22

10,5

466

197


Aut.

u

GTS

336000

Portofino

3,9

tbi

8

32

600

320

3,5

15,5

8

459

194


Aut.

u

Portofino

196061