FIAT: "Ulysse '94 Monovolume"
LA CASA CON LE RUOTE
Estate 1994, vacanze con conseguente carico al seguito. Bambini vivaci, valigie, giochi, attrezzi per il picnic. come fare?
La FIAT rientra nel settore che la vide pioniera involontaria negli anni '60 con l'avveniristica "Multipla".
Tramite la collaborazione con la francese "PSA" (Peugeot - Citroen) prende vita il progetto chiamato ai tempi “Vetturone”. Ecco la monovolume per tutti, la Ulysse che già dal nome fa presagire viaggi fuori dalla norma e così sarà. Linea compatta e sotto i 4 metri e mezzo, molto sviluppata longitudinalmente, per merito di un passo degno di una limousine. Ampie superfici vetrate per ospitare in pieno relax i 7 ospite del vetturone.
La linea è semplice e studiata per il massimo sfruttamento degli spazi interni, non a caso le ruote, specie quelle posteriori sono totalmente arretrate. Nei suoi 445 cm. 7 o 5 poltroncine ospitano i passeggeri come poche altre vetture possono fare, grazie anche alla modularità delle poltrone stesse che possono essere spostate o rimosse a piacimento, tanto da farne un mezzo da camping o da ufficio. Il bagagliaio se rimane, per logiche fisiche, assai risicato con la configurazione a 7 posti, se vengono rimosse le sedute a ridosso del lunotto, si ha dinanzi un bagagliaio a prova di tutto. Se poi, si vuole esagerare, asportando anche le tre sedute centrali, siamo di fronte ad un vero monolocale. Più di 3000 litri di capacità di carico, degni di un discreto furgone. Insomma in questa configurazione diviene anche un ottimo collega di lavoro, capace di essere pratico ed essenziale, anche perché l'Ulysse, pure nelle versioni più rifinite, non strizza mai l’occhio al lusso e alle raffinatezze. A questo ci pensa la cugina nobile di Chivasso, la "LANCIA Z" identica nella forma ma diversa nello spirito.
L'Ulysse è una vettura tutto fare. Praticissima e robusta, con materiali studiati magari per non appagare l'occhio, ma adatti all'usura e al trasporto di tutto.
Quando uscì nel 1994 la gamma era molto ristretta. Solo due versioni a benzina entrambi di 2 litri di cilindrata. Una aspirata e una turbo compressa ma a bassa pressione per ottenere maggiore coppia a basso numero di giri. Entrambe le motorizzazioni erano disponibili in due allestimenti. Ai tempi il diesel non era richiesto come nel nuovo millennio, ma nonostante un discreto successo di vendite si ebbe la necessità di intervenire presto allargando la famiglia del vetturone ad alimentazioni meno assetate.
Quindi ecco pervenire 6 mesi dalla commercializzazione il “1.9 td” che si dimostrò però subito troppo pigro. Si ovviò con l'aggiunta di un buon “2.1 td” dotato di 3 valvole per cilindro.
Ma è solo con il 1999 che si giunge al miglior motore per questa funzionale automobile; il 2.0 td a iniezione diretta. Anche se veniva definito "jtd" esso non faceva parte della stupefacente famiglia dei common rail italiani, ma era il cugino d'oltre Alpi francese "Hdi". Un diesel, non performante, ma riusciva nello scopo di far consumare il giusto. E' da tener presente, infatti, che l'Ulysse, al pari di tutte le altre monovolumi sul mercato sono mezzi non solo pesanti, ma anche dal notevole sviluppo verticale. che abbinato a larghezze non certo contenute, fanno si di avere una superficie frontale che fa a pugni con la penetrazione dell'aria, il famoso "coefficiente cx".
Non ci si può mai attendere consumi record per monovolumi di una certa stazza, anche se dotati di ottimi propulsori. A metà anni '90 erano molto richieste vetture di una certa stazza con possibilità di carico notevole. Oggi sono molto più in voga monovolumi compatti che si sostituiscono benissimo alle utilitarie da città.
Ulysse m.y. '99 dopo leggero restyling
Plancia
UN'ARIA DA FAMIGLIA
Nel 1999 la monovolume FIAT affrontò un leggerissimo restyling che si concentrò prevalentemente sulla mascherina anteriore, adottando fanali più sottili ed una cornice satinata sulla griglia del radiatore. Ma è all'interno che un veicolo di questo genere va vissuto. L'immagine sottostante mostra perfettamente l'area di famiglia e di convivialità che si respira. Anche la Plancia stessa è concepita per rendere più ampio l'abitacolo, tramite lo sviluppo in orizzontale ed il posizionamento del cambio sulla plancia stessa, liberando in tal modo spazio tra i due sedili anteriori che possono ruotare, a vettura spenta, di 180 gradi creando un'atmosfera di salotto.
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Lunghezza: 445cm / Larghezza: 183cm
Evoluzione STORICA del Modello
MOTORE |
VERSIONE |
DATA inizio vendite |
PREZZO
in € inizio
vendite |
DATA
fine vendite |
PREZZO
in € fine vendite |
1.8 i 8v
99cv |
Base |
12 / 96 |
19367 |
01 / 99 |
19057 |
2.0 i 8v
121cv
|
S |
07 / 94 |
19109 |
05 / 00 |
20525 |
EL |
07 / 94 |
20658 |
01 / 99 |
22492 |
2.0 i 16v
132cv
|
S |
06 / 00 |
20525 |
11 / 02 |
21571 |
EL |
01 / 99 |
22565 |
11 / 02 |
24721 |
2.0 i 8v Turbo
147cv |
EL |
07 / 94 |
22724 |
11 / 97 |
26830 |
HL |
07 / 94 |
24274 |
03 / 97 |
28664 |
1.9 td 8v
92cv
|
S |
03 / 95 |
21433 |
12 / 00 |
22000 |
EL |
03 / 95 |
23189 |
12 / 97 |
25952 |
2.0 JTD 8v
109cv
|
S |
11 / 99 |
23546 |
11 / 02 |
24931 |
EL |
11 / 99 |
26438 |
11 / 02 |
27821 |
2.1 TD 12v
109cv
|
S |
12 / 97 |
24170 |
11 / 99 |
23288 |
EL |
07 / 96 |
26433 |
11 / 99 |
26180 |
Aggiornamenti nella vita del modello
Aggiornamenti |
DATA inizio vendite |
DATA
fine vendite |
Denominazione
Aggiornamento |
Vita completa |
07 / 94 |
11 / 02 |
|
Mini Restyling |
01 / 99 |
11 / 02 |
M.Year '99 |
Prestazioni delle varie motorizzazioni
MOTORIZZAZIONE |
Potenza
CV |
Velocità
Km/h |
Acceler.
0/100Km/h insecondi |
Consumo urbano
l/100km |
Consumo
statale
l/100km |
1.6 i 8v |
099 |
165 |
14,3 |
11,5 |
07,1 |
2.0 i 8v |
121 |
177 |
13,1 |
13,8 |
08,1 |
2.0 i 16v |
132 |
186 |
12,5 |
13,5 |
08,5 |
2.0 i Turbo 8v |
147 |
195 |
10,1 |
12,8 |
07,6 |
1.9 td 8v |
92 |
160 |
15,1 |
10,6 |
06,7 |
2.0 JTD 8v |
109 |
175 |
05,8 |
08,4 |
05,6 |
2.1 td 12v |
109 |
175 |
12,7 |
10,8 |
06,7 |
LE PREFERITE DI IERI |
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Tra le diverse soluzioni proposte è durata solo 2 anni in commercio. Stiamo parlando della 1.8 i in allestimento unico semplificato, ovvero "Base". Se si voleva risparmiare il più possibile questa era l'unica scelta. Se non si poteva rinunciare ad un mezzo con tali possibilità di carico persone/cose, ma non si voleva investire cifre da capogiro, questa soluzione era perfetta. Anche all'interno della stessa famiglia di Ulysse la piccola a benzina permetteva di risparmiare 1nche più di 10 milioni rispetto alle quotate diesel. Il neo maggiore erano le performance velocistiche, che potremmo definire comunque più che sufficienti, bastava essere consapevoli di non voler gareggiare in pista! I consumi però erano comunque migliori dei fratelli maggiori di 2 litri, anche se ovviamente superiori ai propulsori diesel. Insomma una scelta razionale ed economica. Viceversa se si voleva un giusto equilibrio di costi, prestazioni e allestimento la scelta era mirata nella 2.0 i 16v EL. Una giusta via di mezzo per prezzo tra la 1.8 e la 2 litri sovralimentata, prestazioni adeguate e paragonabili ad un'onesta berlina da famiglia di 1.8 litri condito tutto da un allestimento non ricco, ma neppure risicato come il base. Potendoselo permettere l'Ulysse migliore arrivò nel novembre del 1999, ovvero il 2.0 jtd EL. A nostro avviso il 1.9 td era troppo poco performante anche tenendo conto dell'indole turistica del mezzo. Oltre tutto per muovere il vetturone si era costretti ad accelerare a fondo ogni volta, facendo si che il pur buon propulsore a gasolio non riuscisse più ad essere economico come prometteva sulla carta. Viceversa il più dotato 2.1 era sì performante ma la sete del motore non era certo quella di un morigerato stradista. A fronte di prestazioni discrete il "jtd" riusciva ad ottenere in tutti gli ambiti di utilizzo una buona dose di economia, cosa di non poco conto vista la mole in gioco. Dunque, consumi ragionevoli e prestazioni dignitose abbinate nell'allestimento EL ad un allestimento completo per quei tempi. |
LE PREFERITE DI OGGI |
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Oggi l'Ulysse ha molto senso da usato. Come si evince dalla scelta fatta a lato, abbiamo escluso tutte le motorizzazioni diesel. Anche il pur valido 2 litri diesel sovralimentato ad iniezione diretta oggi sarebbe superato verso l'evoluzione che ha ricevuto tale famiglia di motori. Se dovessimo comprare un Ulysse non avremmo dubbi. Opteremo per i benzina.
Il massimo dell'economia la conseguiremmo con la 2.0 i EL. Un motore non brillantissimo ma capace comunque di muovere la massa della monovolume torinese senza troppi affanni. Allo stesso tempo i costi di gestione sarebbero ridotti all'osso, dato che siamo dinanzi ad 4 cilindri che fa della robustezza e semplicità il suo fiore all'occhiello. Ovviamente non si può pensare a questo acquisto senza aver messo in preventivo l'installazione di un buon impianto ecologico sia a metano che a gpl. La differenza di costo d'acquisto tra un usato a benzina e uno diesel, copre immediatamente le spese d'installazione.
La nostra preferita è però quella che definiamo l'ammiraglia delle "Ulysse 1° Serie". La 2.0 i Turbo HL. Se da nuova aveva un prezzo d'acquisto poco alettante e mal si addiceva ad un impianto a gas, oggi questi limiti svaniscono. Il propulsore, sempre di origine francese, è ricco di coppia e permette una guida brillante e persino divertente, anche se non sfocia in un indole prettamente sportiva ( neppure l'assetto è ovviamente studiato per esigenze corsaiole). Una Ulysse adatta come prima macchina, che se ben tenuta può essere anche considerata un'ammiraglia, specie in questo allestimento HL, non lussuoso, ma veramente completo. L'Ulysse ideale che non ti tradisce in nessuna circostanza. A maggior ragione abbinata ad un bel gpl o metano. |
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